De rerum plasticae

Ah ah! Ti sei spaventato con la versione seria e hai scelto quella ironica. Ti capisco. L’avrei fatto anch’io.

Dunque, dicevamo…Leggevo tempo fa su una rivista scientifica un articolo sul riciclo delle materie plastiche a livello mondiale, su quanto poca se ne ricicli effettivamente, e quella poca riciclata viene impiegata per scopi meno “nobili” rispetto all’originale, che si potrebbe riciclare di più ed evitare di riempire i mari di plastica, che nel 2050 ci sarà più plastica che pesce nel mare e via così.

Giusto per capirci, la rivista è una specializzata nel settore della produzione e lavorazione delle materie plastiche. No, che non pensiate che stessi leggendo “Vivere in un eremo”. Poi vi lascio i riferimenti della rivista, sai mai che vogliate leggerla  😀

L’articolo riportava molte informazioni, per me molto interessanti, per me che amo il mondo della plastica. Non quanto la pizza o il croissant il sabato mattina, ma diciamo che rientra tra le mie passioni.

Viviamo circondati dalla plastica, la tastiera da cui scrivo, lo smartphone da cui state leggendo il post, la sedia ergonomica che avete in ufficio e la suola delle vostre scarpe. Ma anche il frigorifero che aprite per preparare il pranzo, l’involucro delle pastiglie per la lavastoviglie o i guanti per lavare i piatti. E pure i componenti interni ed esterni della vostra auto. Plastica ne abbiamo? Direi di sì.

Eppure tutti a dire che la plastica è il male. Ora, la plastica è responsabile del 6% del consumo mondiale di petrolio. Numero destinato a salire, per carità. Però voglio provare insieme a voi a fare un ragionamento…

Partiamo dai vasetti di yogurt. Banalmente. Non me ne vogliano tutte le signore Maria e Rita, nulla di personale.

Sig.ra Maria: Rita! i vaseti del yogurt, anca quei i è de plastega! // Rita! I vasetti dello yogurt, anche quelli sono di plastica

Sig.ra Rita: Ah benon, ma ghe n’è anca de viero. // Sì, ma ci sono anche quelli di vetro.

Eora mi comprarò quei de viero, ch’el se pol riciclàr. Ma anca la plastega se pol riciclàr! // Allora comprerò quelli di vetro, che si può riciclare. Ma anche la plastica si può riciclare.

Sì ma il viero quando l’è fuso torna viero, la plastega no…la se rovina. // Sì ma il vetro quando è fuso torna vetro, la plastica invece si rovina.

…mmm te g’à rasón, però la plastega la se desfa a 150°C (alcune proprio non fondono ma questa è un’altra storia, ndr) el viero a pì de 1000°C. // Hai ragione, però la plastica fonde a 150°C, il vetro a più di 1000°C.

Ma per fabregar el viero no’l te serve el petrolio. Saccente la sig.ra Rita! // Ma per fabbricare il vetro non ti serve il petrolio

L’è vera, ma par rivàr a 2000°C te dovarà usar de l’energia. // È vero ma per arrivare a 2000°C dovrai usare energia.

Sì Maria, i raggi infrarossi (usano anche quelli, ndr) Ah però… // Sì Maria, i raggi infrarossi

Benon, però el viero pesa de pì de la plastega e par trasportàr el to vaseto de yogurt el càmio pesarà de pì e zò carburante. E po’ intrigarà de pì e ghe tocarà far pi giri par trasportàr la stesa marcanzia. Anche la sig.ra Maria non scherza // Bene, però il vetro pesa di più e per trasportare lo stesso vasetto il camion peserà di più e consumerà più carburante. E poi occuperà più spazio e quindi dovrà fare più giri per trasportare la stessa quantità di merce.

Va ben, te g’ha rasón. Mèjo el yogurt nel vaseto de plastega. Che po’ el costa manco. // Va bene, hai ragione. Meglio lo yogurt nel vasetto di plastica. Che costa anche di meno.

Oh benon, te g’ha capìo. // Oh bene, hai capito finalmente.

…ma e se inveze de comprarlo, me lo fasesse da mi? // …e se invece di comprarlo lo facessi a casa?

Capite bene che questa storia può andare avanti all’infinito e l’obiettivo non è quello di farvi decidere che yogurt comprare, né tanto meno diffondere il dialetto veneto nel mondo. Io che preparo lo yogurt con Easiyo ho una yogurtiera in plastica, due barattoli in plastica e i sacchetti in poliaccoppiato (plastica+altro).

L’obiettivo di questo post è di farvi riflettere, non di darvi la soluzione, lungi da me. Ma credo che se tutti usassimo un po’ più la materia grigia che le nostre ossa temporali custodiscono gelosamente sarebbe un’ottima cosa 😀

Grazie e a presto!

ps. Se vuoi leggere anche la versione seria del post, clicca qui.

L’articolo a cui faccio riferimento è: Mazzuccato M., Plast 2016, 3, 74-79 “L’economia circolare una risorsa per il futuro”. plastmagazine.it