Pensieri di una giovane (futura) mamma

Era un bel po’ di tempo che non scrivevo uno di quei post che mi fanno ribollire il sangue nelle vene…quei post un po’ meno scanzonati e ironici del solito, in cui non vi mostro il mio mascara preferito ma do voce ai miei pensieri.

Ebbene, eccomi qui.

Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di giovani e famiglia, di figli e lavoro, di mammoni e fertilità.

Saranno gli ormoni della gravidanza, saranno i calci che la piccola mi tira che neanche Del Piero e Baggio ai tempi d’oro sul dischetto del rigore…ma a me tutte queste lagne non vanno proprio giù.

Premessa, doverosa come sempre: esprimo solo e soltanto il mio personalissimo punto di vista, frutto della mia esperienza e di quello che vedo intorno a me. Ognuno, com’è giusto, fa della propria vita ciò che meglio crede.
Lasciamo perdere tutti i discorsi e le polemiche sul fertility day e anzi, molte persone farebbero bene a farsi un bel piatto di fatti propri invece di chiedere in continuazione a destra e a manca “ma un bel bambino, quando lo fate?”. Detto questo…

Non non ne posso più di sentire che i giovani non si sposano e non fanno figli perché non possono permetterselo. Se cambiamo il verbo “permettersi” con “volere” allora mi trovate più d’accordo. E questo non vuol dire che tutte le persone del mondo debbano sposarsi e metter su famiglia. Come prima, ognuno fa della propria vita ciò che meglio crede.

Chi mi segue da un po’ ha imparato a conoscermi, a conoscere il mio stile di vita, i miei pensieri e anche quelli di M. nelle sue fugaci apparizioni sul blog o nei video.

Un figlio costa, non lo nego, me ne sto accorgendo ancor prima che nasca. E dopo costerà ancora di più perché dovremmo pensare all’asilo nido, ai pannolini, al cibo, ai vestiti. E a viaggiare saremo in tre. Perché no, non rinunceremo a viaggiare.

Intorno a me vedo tante persone che si lamentano di non potersi permettere un matrimonio, un figlio, una casa. Ma che ogni anno si possono permettere di cambiare smartphone, l’abbonamento alla pay tv, il piumino firmato, borse e scarpe come se piovesse. Diciamo la verità. O li vedo solo io?

Io vedo poca lungimiranza, scarso interesse per il futuro e attenzione solo per il qui e ora.

Persone che non hanno ancora capito il valore dell’impegno e del sacrificio. L’importante è che non manchi lo spritz delle 19 (e lo dice una che non beve uno spritz dai primi di giugno…e soffre terribilmente per questo!)

Se chiedete ad un giovane di 30 anni cos’è un fondo pensionistico integrativo non lo sa. “Tanto, non ci andrò mai in pensione”. Cos’è un piano di accumulo. “Non ho soldi da mettere da parte”.

Vedo molte cicale e poche, pochissime formiche.

Chiedete a M. quanto gli piacerebbe comprare la Canon EOS 5D…almeno tanto quanto a me piacerebbe una Chanel, e un pc nuovo con una tastiera italiana e tutti gli accenti giusti (scrivo da una tastiera americana e mettere gli accenti è una passione). E nessuno ci vieta di comprarle…ma il buon senso a volte, serve anche a questo.

Torno con la memoria al Natale di 4 anni fa quando, sul divano dell’appartamento che un M. ancora dottorando condivideva con altri tre ragazzi, facevamo i conti per vedere se saremmo riusciti a sposarci senza chiedere nemmeno un centesimo ai nostri genitori…e soprattutto se saremmo riusciti a mantenerci anche nel caso in cui lui non avesse trovato subito un lavoro. Eravamo arrivati a pensare di eliminare la colazione in pasticceria del sabato mattina – Sacrilegio!

E lo stesso abbiamo fatto quando abbiamo traslocato in una casa più grande, con più spese e da arredare. E alla fine la briosche in pasticceria il sabato mattina non ce l’ha mai tolta nessuno.

Siamo stati fortunati? Forse.

Sicuramente ci siamo impegnati per quello che desideravamo. Abbiamo imparato dai nostri genitori il rispetto per il sacrificio, il valore del lavoro, la lungimiranza. Io lo scappellotto per aver speso 50 euro in ricarica in meno di un mese a 15 anni me lo ricordo ancora. Ma mi serve a non mettere nel carrello degli acquisti quel bellissimo rossetto da 30 euro di cui forse posso fare a meno per questa volta…e tenerlo per un regalo di compleanno. E chiedete ad M., nel carrello ci finiscono fin troppe cose.

So che ci sono molti giovani e molti genitori tra i lettori di questo blog e mi aspetto una discussione infuocata nei commenti, ma questo è il mio pensiero.

Da giovane futura mamma mi auguro di poter crescere la piccola rigorista con gli stessi principi con cui sono stata cresciuta io. Perché anche lei, come me, abbia a monito che a 24 anni l’albergo chiude…
A presto!

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