Living the American dream

Ho vissuto per circa 2 anni negli Stati Uniti: 10 mesi tra il 2009 e il 2010 a Santa Barbara in California, e altri 8 mesi nel 2012 nella (poco) ridente Groton in Connecticut. La prima esperienza era legata ad un programma di studio in terra Amerreggana, e io l’ho sfruttata per la tesi di laurea, mentre durante la seconda ho lavorato in una nota multinazionale big pharma.

Dove voglio andare a parare con questo post? Voglio condividere qualche utile tip, che mai dire mai e di colpo vi trasferite negli USA! In realtà molte cose si applicano tranquillamente anche ad una vacanza…

Tralascio tutto quel che riguarda l’ottenimento del visto d’ingresso, dato che l’iter varia da caso a caso: di sicuro però, un salto all’Ambasciata a Roma o ad uno dei Consolati Generali di Milano, Firenze e Napoli non ve lo toglierà nessuno. Tutte le informazioni comunque le trovate qui.

Living

Per prima cosa vi servirà una casa, possibilmente con i mobili e tutto ciò che serve al suo interno. La risposta universale è una sola: Craigslist. Craigslist è un portale che ospita annunci di ogni genere, e negli Stati Uniti è utilizzato per qualsiasi cosa, dalle case al lavoro ai mobili e a quant’altro vi possa venire in mente (una sorta di super Subito.it). Ci si trovano sia case in vendita (forse è meglio l’agenzia tradizionale in questo caso) che in affitto, e io l’ho sempre utilizzato anche per rivendere (guadagnandoci!) quello che avevo comprato prima di rientrare in Italia.

Documents

Una delle cose che più mi infastidiva quando mi muovevo negli Stati Uniti era quello di dover avere sempre con me il passaporto, anche per entrare nei bar. Per evitare di perderlo tra una birra e l’altra un’opzione molto valida è quella di fare la carta d’identità americana o, in alternativa, la patente. Incredibilmente, il tempo necessario per avere la carta d’identità è (o almeno lo era quando sono stato via) molto lungo (fino a 60 gg), per cui è bene fare l’application il prima possibile.

Per gli amanti dell'NBA: Staples Center - Los Angeles

Per gli amanti dell’NBA: Staples Center – Los Angeles

Shopping – food

Visitare un supermarket americano è un’esperienza da provare, anche se non avete nulla da comprare. Chi non ha mai sognato di prendere tra le mani un bel barattolone di maionese da 5 kg?! Non volete forse visitare i famigerati scaffali dei medicinali da banco, per prendere una bella confezione da 500 moment?! WalMart è certamente la catena più nota, ma anche i supermarket della catena CostCo non sono niente male.
Vi lascio indicate due prelibatezze che non dovete farvi mancare: l’eggnog e il mucho mango – di recente ho visto i prodotti dell’Arizona anche qui da noi, forse i miei sogni si stanno per avverare!

Shopping – non-food

È noto che gli amerreggani (non me ne vogliano i milioni che seguono questo blog) non siano proprio degli amanti del bel vestire. Di certo, non avrebbero i problemi che abbiamo noi a trovare cose di marca e di qualità a basso prezzo! È vietato dal V emendamento andare negli Stati Uniti e non fare tappa in uno dei mille mila Premium Outlet sparsi nel territorio. Io e il mio conto in banca ne conosciamo bene quattro (Camarillo e Gilroy in California, Las Vegas North in Nevada, e Clinton Crossing in Connecticut).

Cercando online potete facilmente trovare la lista dei negozi di ciascun outlet, in modo da pianificare la visita (“investite” almeno mezza giornata!). Vi raccomando anche di fare la tessera vip (ovviamente gratuita) con cui avrete accesso a tutte le promozioni extra.
In generale mi sono sempre trovato bene anche con gli acquisti in campo elettronica, perché i prezzi sono più vantaggiosi: ho preso sia il portatile che i Kindle mio e di Elena.

Santa Cruz

Santa Cruz

Shopping – bisogna anche pagarlo eh (banking)!

Gli Stati Uniti sono il paradiso della carta di credito, ci pagate tranquillamente di tutto (io sono arrivato a pagarci una caramella gommosa da 10 cent!). Se vi serve del contante extra rispetto a quello che portate da casa potete prelevarlo con la vostra carta di credito – in genere i massimali sono molto bassi dall’estero, ma contattando preventivamente la vostra banca potete farvelo alzare per un tempo limitato, in modo da evitare di dissanguarvi con prelievi multipli. Io avevo anche aperto un conto presso la Bank of America, ma ha senso solo se la permanenza negli Stati Uniti è abbastanza lunga.

Food

Mangiare fuori negli Stati Uniti è abbastanza economico, e non è difficile trovare luoghi che vi facciano dei panini “di qualità”. Ovviamente, se amate (e chi non le ama) le schifezze, troverete il paradiso. Mi limito a qualche dritta: il triplo baconator della catena Wendy’s, qualsiasi cosa riportata nel menù della catena In-N-Out, purché ordinato nella versione animal style (attenzione, questa opzione non è specificata nel menù, è nota solo tra gli amanti del genere!), e una scorpacciata di tex-mex da Freebirds, generalmente aperto h24.

Una tappa lungo la US 101

Una tappa lungo la US 101

Health

Per viaggiare negli Stati Uniti è d’obbligo una buona assicurazione sanitaria. Online ne esistono a centinaia, ma io vi consiglio caldamente di affidarvi alle grandi compagnie e di leggere attentamente cosa l’assicurazione copre realmente e cosa no (attenti in particolare alle pre-existing conditions, le patologie di cui magari siete già a conoscenza e per le quali non viene fornita copertura).
Indispensabile poi partire dall’Italia con una scorta di farmaci di emergenza. Al supermercato negli Stati Uniti trovate un po’ di tutto…unico accorgimento: i farmaci cercateli per principio attivo, perché tutti i nomi commerciali sono molto diversi (il paracetamolo, ad esempio, è l’Advil di Pfizer!).

Io adoro gli Stati Uniti, sono un’esperienza che prima o poi nella vita va provata. Se avete qualche curiosità non esitate a chiedere, cercherò di condividere quello che posso!

Per la parte viaggi, rimando invece ai post di Elena (1, 2 e 3). A presto!

ps. Iscriviti alla newsletter, sto lavorando per voi!

Annunci