La contabilità domestica

Forse avrei dovuto scrivere questo post qualche settimana/mese fa, ma non è mai troppo tardi per iniziare e quindi eccomi qui a raccontarvi come si tiene la contabilità in casa ideepensharing.

Facciamo un passo indietro: fin da ragazzina ho sempre avuto la fissa di segnare da qualche parte le mie spese, e mi ricordo che il primo metodo era molto rudimentale. Appuntavo su un bloc notes tutto quello che spendevo e quali erano le mie entrate, mance e piccoli stipendi che mi guadagnavo lavorando qua e là. Segnavo tutto come in una lunghissima sottrazione e facevo il totale ogni volta.

Poi con l’università ho creato il mio primo file excel per la contabilità. Anche questo era molto rudimentale, ma fungeva allo scopo. Poi ho conosciuto M. e abbiamo aperto il nostro conto in comune poco prima di sposarci. Apriti cielo. Lui, da nerd come me per queste cose, aveva il suo foglio excel, io il mio. Inutile dire che è stata una guerra all’ultimo sangue.

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No, scherzo. Siamo riusciti a fondere i nostri due metodi in uno, poi l’abbiamo modificato più e più volte e ora siamo alla terza versione del nostro file di Contabilità. Ma dubito che sarà quella definitiva.

Detto questo:

perché tenere la contabilità di casa?

Beh, innanzitutto è utile per monitorare dove e quanto si spende, per poter fare delle previsioni o per valutare dove si può risparmiare. Supponiamo che io voglia cambiare auto. Mi è utile sapere quanti soldi riesco a mettere da parte in un anno, per vedere se posso permettermi di acquistare un’auto nuova senza finanziamenti per esempio. O se volessi acquistare una casa, o cambiare casa per una con un affitto più alto, o fare un viaggio molto lungo e costoso. Insomma, secondo me è utile. Però fondamentalmente, tenere la contabilità serve a risparmiare. È un po’ come il diario alimentare: finché non scrivi tutto quello che mangi (=spendi), non ti rendi conto di quanto mangi (=spendi).

Sul web spopola il Kakebo, il libro dei conti di casa. L’ho visto il libreria e l’ho sfogliato. A parte che costa 13 euro, altro non è che un quaderno con dei riquadri, in cui bisogna scrivere le spese della settimana/mese e poi sommarle. Si possono dividere in categorie e alla fine dell’anno tirare le somme. Ok, ma perché devo comprare un libro per trascrivere i miei scontrini e poi farmi pure tutti conti a mano? No, secondo me non ha senso. Sarà anche più accattivante di un quaderno bianco, ma ha veramente senso? Ecco, il mio file di contabilità mi direbbe che quei 13 euro li potrei risparmiare. E poi lo dovrei comprare ogni anno. Bocciato.

Un ingegnere usa excel anche per preparare la valigia – sì lo faccio – figuriamoci per le spese! Non serve essere dei maghi di macro e formule per ottenere un buon risultato. Basta saper fare le operazioni nelle celle, addizioni e sottrazioni. E no, non vi metterò il mio file excel perché possiate scaricarlo, perché è customizzato su di noi e non sarebbe usufruibile da tutti. Ma vi do qualche dritta per creare il vostro.

La versione base che vi consiglio ha solo 2 fogli all’interno del file excel:

  • uno per segnare e categorizzare le spese
  • uno per tracciare i risparmi durante l’anno

Scegliere le categorie

La prima cosa da fare è decidere come volete categorizzare le spese: per esempio “Casa”, “Auto”, “Viaggi”, “Cibo” ecc…Il numero e il dettaglio delle categorie è molto personale. Potete creare delle macrocategorie e dettagliarle. Sotto la macrocategoria “Casa” ci potranno essere le voci “affitto/mutuo”, “bollette”, “tasse” ecc…

Nel primo foglio riportate i mesi sulle righe e le categorie sulle colonne (numeri e categorie sono ovviamente un esempio).contabilità1

In questo caso la macrocategoria “Auto” è in grassetto e il numero che le appare affianco è il totale delle sotto categorie (benzina + bollo + assicurazione + altro). Si può scegliere se distinguere le spese con la carta o con i contanti o metterle tutte insieme.
In fondo avremo il totale che sarà banalmente dato dalle celle verdi meno le celle arancioni in grassetto e ci dirà subito quanto abbiamo risparmiato (o no) quel mese.

Il secondo foglio invece ci può servire per vedere come sta il nostro conto in banca.

Pianificazione

Qui entra in gioco tutta la nostra abilità di pianificatori. Ovviamente il mio è sempre solo un suggerimento. A inizio anno fate una stima di quanto credete di spendere per ogni macrocategoria al mese, e quindi di conseguenza, quanto riuscireste a risparmiare. Alla fine del post vi spiego anche come ho realizzato il mio budget annuale per le spese di make-up&co.

Quindi inserite il risparmio presunto nella colonna Risparmio mensile Stima e invece riportate nella colonna Reale il risparmio ottenuto quel mese. Nella colonna Accumulo inserirete il totale a vostra disposizione al 1° gennaio (o quando inizierete a farlo) e sommate di mese in mese il risparmio.contabilità2

Potrete creare un grafico per vedere quanto vi state discostando dalla vostra previsione. (Come sempre i numeri sono puramente indicativi).

Questa assomiglia ad una delle prime versioni del file in comune tra me e M., ora è molto più complesso e articolato, ma sono modifiche che si fanno nel tempo, utilizzandolo e modificando il metodo secondo le proprie abitudini.

Ovviamente alla base di tutto questo c’è la conservazione degli scontrini. Noi solitamente ogni settimana svuotiamo i nostri portafogli e li riponiamo in un vaso. Quando vengono registrati li buttiamo o archiviamo a seconda delle necessità.

Stilare un budget

Ora un breve excursus su come mi sono organizzata il budget per le mie spese in ambito beauty & make-up: innanzitutto ho elencato tutti i prodotti che uso, giornalmente o saltuariamente, dalle testine del Clarisonic al solvente per lo smalto e via così. Di fianco ad ogni prodotto ho scritto quante confezioni, mediamente utilizzo in un anno, aiutandomi anche con i vari post “in the end”. E così mi sono accorta che utilizzo in media 4 vasetti di crema viso, 3 testine del clarisonic, 1 barattolo di solvente, 3 mascara ecc…

Poi ho pensato se c’erano prodotti particolari che avrei voluto provare quest’anno, che so, un fondotinta di alta profumeria, piuttosto che un mascara diverso ecc. Mi sono fatta un giro online e ho verificato quanto potesse costare mediamente ogni prodotto. Così per esempio so che nel 2016 spenderò circa 40 euro di mascara, magari cercando di acquistare il più costoso sfruttando qualche offerta. E così per tutti i prodotti sulla lista. Ogni nuovo acquisto poi sarà segnato nella sezione apposita sulla mia agenda, in modo che a fine anno io possa verificare se il budget sia stato rispettato o meno e quali scostamenti ci siano stati. L’importante secondo me è segnare le spese dettagliandole bene, prezzo originale, sconto, negozio ecc. Questo metodo inoltre ci permette di sfruttare al massimo gli sconti o le offerte. Un piccolo esempio: a gennaio il sito di Sephora proponeva molti prodotti superscontati, anche fino al 70%. Ho preso un paio di cose, tra cui il solvente per lo smalto, che normalmente costa 9.90 euro. L’ho pagato 2.70, non mi serviva subito, ma sapevo che nel corso dell’anno l’avrei dovuto acquistare…

Attenzione però: il confine tra “sfrutto lo sconto perché poi mi servirà sicuramente” e “faccio scorta che non si sa mai” è sottile…dato che nella mia lista c’è un solo barattolo di solvente per smalto se ne avessi comprati due sarei finita nel secondo caso.

Spero di avervi dato qualche spunto, e sarei ben felice di sapere come vi organizzate voi con i conti di casa.
A presto!

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