Tag: come spendete la vostra pausa pranzo

Ormai avrete capito che il martedì è il giorno dei tag, quando ne arriva qualcuno cerco di incastrarlo tra i vari post che ho in mente di pubblicare senza farli arrivare tutti in blocco.

Questa volta sono stata taggata ben due volte, da Laura di Bellezza in the city, ideatrice del tag e da Perennemente Sloggata di Meltin’ Slog. Non potevo non rispondere a questo tag dopo essermi divertita a leggere le loro pause pranzo, anche se la mia è molto più banale e ripetitiva.

tag-pausa pranzo

Come da tradizione bisogna citare chi ha ideato il tag (fatto!), chi vi ha nominato (fatto!), utilizzare l’immagine qui sopra (fatto!) e taggare almeno altre 3 persone (in fondo al post).

Generalmente trascorro la pausa pranzo in azienda 4 giorni su 5 e il venerdì invece torno a casa (sante le 37.5 ore settimanali!). Quindi la pausa pranzo classica prevede un minimo di 46 minuti, dico quarantasei!, per percorrere tutta la strada che separa il mio ufficio dai tornelli, attraversare il parcheggio e arrivare in mensa aziendale. Se non piove ci possono volere anche 5 minuti, ma tenete conto che i 46 minuti partono dai tornelli…in realtà il mio contratto prevede che possa fare anche 2 ore di pausa, a patto di recuperarle in giornata o nell’arco della settimana.

pausa pranzo

Il gruppo con cui vado a pranzo è abbastanza numeroso, siamo sempre almeno in 10, a volte anche di più, i miei colleghi di ufficio più un gruppo di colleghi del piano di sotto. Talvolta c’è qualche special guest o qualche defezione a seconda degli impegni lavorativi di ognuno. In ogni caso è un momento per staccare dal lavoro e fare due chiacchere in tranquillità. Fortunatamente il gruppo è molto vario, sia come provenienza geografica, sia come caratteri, e quindi gli argomenti per fare due chiacchere non mancano mai.
Com’è la mensa? Così così, o meglio, per il prezzo di un pasto completo è assolutamente ottima, ma come tutte le mense è sempre molto condita. Bisogna saper fare le scelte giuste per evitare di prendere 5 kg in un anno, però piuttosto di non averla, preferisco così. Solitamente scelto un primo o un secondo, più verdure cotte e/o crude e uno-due frutti. Nei casi disperati in cui il menù è pietoso, vado di pizza – sì abbiamo anche la linea pizza – generalmente alle verdure.

Il venerdì invece i quarantasei, dico quarantasei minuti spariscono e a pranzo me ne torno a casa. Lavorando molto lontano da casa, quando pranzo è quasi ora di merenda, però non importa. In quel caso cerco di prepararmi qualcosa di veloce o di avere un pasto pronto preparato il giovedì sera. Il pomeriggio libero è davvero una manna, riesco a fare molte cose, talvolta pranzo da mia mamma, oppure vado dall’estetista, faccio qualche lavoro in casa…insomma è comodo.

Come vedete ho una pausa pranzo abbastanza tradizionale, e non so se la cambierei con chi lavorando in città può fare un giro per i negozi o tornare a casa. Mi aiuta a non “perdere il filo” sul lavoro e contemporaneamente a staccare il giusto per poi riprendere subito.

Ora sarei curiosa di conoscere come sia la pausa pranzo di Mrspaltrow, di Alessia di I love capelli ricci e di Alessialia di Il mio blog per caso.

A presto!

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