Un giorno all’EXPO 2015

Sabato 1 agosto io e M. siamo stati ad Expo con una coppia di amici…colgo l’occasione per raccontarvi cosa ne penso dopo averlo visto.

Intanto, perché ci siamo andati? Perché siamo curiosi come delle faine (e già lo sapete) e poi ci piace viaggiare, vedere posti nuovi, culture diverse. Quale miglior occasione dell’esposizione universale, proprio qui, ad una manciata di km da casa? Se pensate che la prossima sarà ad Astana nel 2017 e poi a Dubai nel 2020… Ho sentito molte persone dire che non sarebbero andate a causa degli scandali che sono emersi nei mesi precedenti l’apertura e per il ritardo con cui sono stati fatti i lavori. Io da parte mia, orgogliosa di essere italiana, anche se riconosco che non siamo proprio i migliori in queste cose, voglio supportare il mio paese in questa iniziativa e quindi volentieri vado a visitare quest’esposizione. Se dovessimo sempre ragionare così, non dovremmo più andare ad alcuna manifestazione sportiva, a votare, a visitare i siti archeologici e culturali di cui il nostro paese è ricco ecc…

Quindi, poche storie, partiamo!

Cos’è l’esposizione universale? La prima, universalmente riconosciuta avviene a Londra nel 1851, su idea del principe Alberto, marito della regina Vittoria (quella donna era un portento!). Ai giorni nostri è un evento di portata mondiale che tratta un tema unico e che vede la partecipazione di molti paesi che portano, intorno a questo tema, i loro usi e costumi, le loro tradizioni. Come tutti sapete il tema di quest’Expo è nutrire il pianeta. Ma non è un grande supermercato ben fornito di corsie etniche…

Partiamo dalla logistica: l’Expo si trova in zona Rho Fiera, quindi è raggiungibile con il treno o con la metro. Noi siamo arrivati direttamente in treno perché il Venezia-Torino ferma anche a Rho…altrimenti dalla stazione centrale dovete prendere la metro gialla M3 fino al Duomo e poi la M1 rossa fino a Rho (circa 1 ora). In una città dove i mezzi pubblici funzionano, usiamoli.

Il mio/nostro consiglio è di partire “preparati” sia per quanto riguarda l’abbigliamento, sia riguardo l’itinerario da seguire. L’Expo è immenso e in un giorno non riuscirete mai a vedere tutto…un po’ come il Cosmoprof, scegliete cosa vi può piacere di più e mappa alla mano create un itinerario intelligente. Ricordate che all’ingresso sarete sottoposti a controlli come in aeroporto, quindi limitate “le ferrazze”. Potete invece portare bevande non alcoliche in bottiglie di plastica (no lattine o vetro). Noi ci eravamo attrezzati due bottigliette di acqua e qualcosa da sgranocchiare dato che, come consueto, i prezzi dei ristoranti e bar sono leggermente pompati… All’interno sono presenti “le casette dell’acqua” che distribuiscono acqua fresca, quindi non serve partire carichi come cammelli. Per il pranzo e la cena ci siamo arrangiati mangiando nei vari stand cercando un compromesso tra qualità e prezzo.

Un’ultima nota sull’abbigliamento: signore, l’Expo così come molte fiere, non è una sfilata di moda. Si cammina molto e il mio consiglio spassionato è di scegliere scarpe comode, abiti confortevoli e freschi.
Siamo riusciti a visitare circa 15 padiglioni, ma ne avremmo voluti vedere molti altri:

Padiglione Zero: Narra la storia del rapporto tra l’uomo e il cibo, molto bello e da visitare per entrare nel mood expo.
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Sudan: Lo trovate appena usciti dal padiglione Zero, nulla di entusiasmante, così come altri paesi africani non ha realizzato una vera e propria esposizione sul cibo, ma più un mercatino di artigianato locale
Angola: Presenta le tradizioni culinarie del paese e ha una bellissima terrazza con molte piante!
Brasile: L’ormai arcinota rete del Brasile su cui ci si può arrampicare simboleggia l’interconnessione delle azioni di ognuno e l’instabilità. Ogni passo sarà influenzato da quello degli altri. Bella idea, andateci con scarpe da ginnastica, non sandali o ciabatte, men che meno con i tacchi. Vi prego.

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Repubblica di Corea: Tema centrato in pieno, con titolo “Sei quello che mangi” hanno sviluppato il padiglione intorno al tema dell’equilibrio. Molto bella la “coreografia” finale di due braccia robotiche con degli schermi che si muovono e ruotano mostrando un filmato sul tema. IMG_7213Cluster del cacao e Cluster del caffè: raggruppano piccoli padiglioni di vari paesi per lo più sudamericani, nulla di particolare rilievo. Interessante la “Fabbrica della Lindt” in cui si mostra il processo di trasformazione dalla pianta del cacao alla tavoletta di cioccolata…con piccolo assaggio finale! Per chi è amante di illy come la sottoscritta, un buon caffè al bar non se lo può far scappare. Oltre alla miscela classica illy, potete provare le sei miscele di partenza separatamente…e vi accorgerete della differenza. Caffè ottimo come sempre. illy I love you!
Malaysia: il percorso si sviluppa in 4 grandi semi che mostrano la natura e il paesaggio. Interessante il percorso sulla presentazione dell’olio di palma e sull’albero della gomma. Riguardo l’olio di palma vorrei scrivere un post dedicato, per cercare di fare un po’ di chiarezza…troppa confusione in giro e ho sentito affermazioni di tutti i tipi. Cerchiamo di informarci come si deve e non per sentito dire.
Azerbaigian: Incentrato sulla musica e sulla cucina locale è un padiglione ben strutturato, poco a che vedere con la sostenibilità ma piacevole da visitare. Sono proposte alcune ricette tipiche e molti tratti interattivi.
Kazakhstan: la coda di mezzora per entrare vale la pena per lo spettacolo e la cura della presentazione che questo paese ha dedicato al suo padiglione. Non tratta la sostenibilità alimentare ma è principalmente una vetrina pubblicitaria per il prossimo expo di Astana 2017 incentrato sull’energia. Il primo spettacolo è una ragazza che disegna sulla sabbia e narra la storia del Kazakhstan. Poi segue una sezione dedicata ai prodotti tipici, mele tulipani, latte di cavalla e storioni…e per finire un filmato in 4D sulla presentazione dell’Expo 2017. Fa venire voglia di visitarlo!
Israele: sebbene non sia un padiglione esteticamente attraente è uno dei più coerenti con il tema nutrire il pianeta. Lo sapevate che i pomodorini ciliegini sono stati inventati da loro? E l’irrigazione a goccia? Ebbene sì, attraverso alcuni filmati molto interessanti e coinvolgenti scoprirete quanto ingegnoso sia stato questo paese nel riuscire a sfruttare anche il loro arido suolo. All’esterno hanno realizzato su una parete un orto verticale, non a strati, proprio verticale.IMG_7263
Stati Uniti d’America: Obama vi accoglie con un bel discorso all’ingresso, ribadendo che ognuno di noi è 1 su 9 miliardi. Studiata con schermi interattivi e filmati prende bene il tema sulla nutrizione e fa piacere vedere che anche il Presidente è coinvolto in prima linea. Come Israele, hanno realizzato un orto verticale sulle pareti esterne.
Iran: passeggiando inebriati dai profumi di erbe aromatiche e officinali si attraversa la cultura alimentare di questo paese, famoso soprattutto per i datteri e il kebab…molto bello da vedere.
Turchia: in parte organizzato all’aperto non ce lo siamo goduti a dovere a causa della pioggia. Abbiamo assaggiato del bulgur con i ceci niente male!
Sultanato dell’Oman: incentrato sull’utilizzo dell’acqua, il padiglione ricorda una costruzione tipica, molto suggestiva. A me è piaciuto molto, anche se era come molti altri una presentazione del paese, con piccoli spunti sulla sostenibilità alimentare. Interessante un’installazione di piante alimentate con l’acqua di un acquario, e quindi naturalmente ricca in minerali, a ciclo chiuso.

IMG_7277Padiglione del vino all’interno della sezione Italia: più di 1300 etichette, e che etichette, di cui se ne possono assaggiare 3 diverse con 10 euro affiancati da un sommelier. Una buona occasione per scoprire gusti e profumi che non si conoscono, in modo intelligente. Nella sezione al piano terra invece una bella esposizione con tutte le zone di produzione vitivinicola per ogni regione d’Italia e un “colorimetro” per la descrizione del colore corretto del vino.

Abbiamo cercato di dare priorità a paesi lontani che non conoscevamo (vedete molta Asia nella nostra visita) e non abbiamo potuto visitare molti altri padiglioni come Italia, Svizzera, Emirati Arabi, Ecuador, Giappone…se riusciremo a recuperare altri due biglietti ci torneremo sicuramente!

Una nota di golosità, esiste uno stand in cui potete creare il vostro Magnum personalizzato, a partire dall’interno, cioccolato o vaniglia, la copertura di cioccolato (bianco, latte o fondente), e poi il tipo di granella esterna (nocciole, lamponi, pistacchi, petali, meringhe…)…costa 5 euro, ma un peccato di gola…

Spero di avervi convinti che è una visita che vale la pena fare…fatemi sapere se ci siete già stati e cosa ne pensate!

Ciao a tutti e a presto!

Photography by M.

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